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Vigoressia: l’ossessione per il fisico perfetto

Fino a non molto tempo fa, quando si parlava di Disturbi Alimentari, si pensava esclusivamente all’Anoressia e alla Bulimia.

Ma la società è cambiata, con essa  sono cambiati i bisogni individuali e anche i disturbi alimentari, dando forma a nuove condizioni di disagio, frutto di eccessive attenzioni all’alimentazione, al cibo ‘’sano’’, alla sua preparazione e alla ricerca del corpo perfetto.

Tra i “moderni” disturbi alimentari possiamo trovare la Vigoressia. Ma non è sola, ci sono altri nuovi disturbi come per esempio l’Ortoressia.

Alcuni di questi moderni disturbi non trovano ancora una classificazione ufficiale, ma non possono essere negate le conseguenze negative che tali condizioni apportano nella vita di chi ne soffre.

La Vigoressia, detta anche Bigoressia (dall’inglese big ‘’grosso’’) è una forma di Dismorfia Muscolare  caratterizzata da una forte dispercezione dell’immagine corporea. Si tratta di una dipendenza patologica dall’esercizio fisico, senza tener conto dei limiti determinati da sforzo e stanchezza, perché l’unica preoccupazione ossessiva è l’aspetto fisico, allo scopo di ottenere la perfezione.

Questa patologia sembra collocarsi fra i Disturbi dell’Alimentazione, i Disturbi da Dismorfismo Corporeo e i Disturbi Ossessivo-Compulsivi, così come l’ortoressia, ma di recente viene attribuita alla categoria Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo.

Vigoressia VS Anoressia Nervosa

La Vigoressia è esattamente opposta all’Anoressia Nervosa.

Nell’Anoressia c’è una percezione distorta del proprio corpo che porta le persone affette da tale disturbo a percepirlo come “grasso” anche quando ci si trova in una condizione evidente di sottopeso. Questa visione distorta del proprio corpo incentiva i comportamenti di controllo del peso attraverso diete restrittive e/o utilizzo di lassativi e/o eccessivo esercizio fisico al fine di ottenere un corpo magro. Tale disturbo colpisce in prevalenza le donne.

 Chi soffre di Vigoressia, invece, ha un’ immagine di sé magra, debole, anche quando in realtà ha ottenuto un fisico atletico; ciò influisce sull’umore e sulle scelte comportamentali, portando spesso all’assunzione di ormoni androgeni e di altre sostanze che possono avere gravi conseguenze sull’organismo. Colpisce prevalentemente il sesso maschile tra i 15 e i 23 anni.

Alcuni autori parlano  anche di “complesso di Adone”, facendo riferimento alla figura mitologica, simbolo della giovane bellezza maschile.

La ricerca della Perfezione

Nella Vigoressia  l’insoddisfazione per il proprio corpo porta  a sentire il bisogno di doversi allenare costantemente, fino a diventare una vera e propria mania che si trasformerà, a lungo andare, in dipendenza, portando ad un cambiamento radicale delle abitudini giornaliere.

In tale disturbo cambia totalmente la visione dello sport, le aspettative e il tempo che ne viene dedicato. L’esercizio diventa una priorità assoluta con conseguenze spesso drastiche nella vita sociale, nei rapporti affettivi, nella vita lavorativa, che vengono messi in secondo piano o addirittura abbandonati.

Qualsiasi altra attività viene trascurata perché non fine al raggiungimento dello scopo principe, ossia  la perfezione corporea e, solitamente, viene adottato un abbigliamento costantemente sportivo, in linea con la tipologia di sport praticato.

La prevalenza del disturbo è calcolata intorno a 100,000 persone nel mondo e nelle palestre si aggira attorno al 10% degli habitué, anche se con molta probabilità, la sua presenza è sottostimata perché apparentemente mostrano un aspetto salutare, prendendosi cura di sé, prestando attenzione alla dieta e allo svolgimento di attività fisica.

Abitudini Alimentari e fattori di rischio

La dieta di chi soffre di vigoressia è molto rigida, caratterizzata da:

  • grandi quantità di alimenti iperproteici, importanti per lo sviluppo muscolare;
  • sono quasi completamente evitati i cibi ricchi di grassi e carboidrati;
  • l’alimentazione si presenta come limitata ed ossessiva;
  • lo strappo alla regola viene considerato un grosso danno e sbaglio, accompagnato da un gran senso di colpa, seguito da ore e ore di esercizio fisico;
  • molto frequente è l’uso/abuso di integratori e sostanze anabolizzanti che sono considerati fondamentali per aumentare la massa muscolare, per migliorare le proprie forme fisiche e per poter andare oltre i limiti fisici.

Sono diversi i fattori che possono contribuire allo sviluppo e al mantenimento di tale disturbo. Un ruolo cruciale  è rappresentato dai mass media, a causa della diffusione di ideali di bellezza poco realistici e irraggiungibili, attraverso pubblicità, foto, post di uomini e donne dai fisici scultorei  e perfetti oltre alla propaganda di diete,  integratori e attrezzi miracolosi che promettono il raggiungimento del “corpo desiderato”.

Avere una bassa autostima, storie di bullismo, precedente aspetto fisico gracile e debole, sentimenti di insicurezza, sono altri fattori che possono essere alla base dello sviluppo del disturbo.

Sintomi della Vigoressia

La persona che soffre di Vigoressia è alla ricerca continua della perfezione, che non viene mai percepita come raggiunta, focalizzando così tutte le sue energie al  raggiungimento del corpo perfetto, ottenendo come conseguenza l’isolamento sociale. Tra i sintomi più comuni ci sono:

  • la forte ambizione di voler aumentare la propria massa muscolare e il confronto con il fisico e la massa muscolare degli altri;
  • la costante preoccupazione rivolta all’allenamento, nonostante gli infortuni (es. alle articolazioni o ai muscoli) con concomitante partecipazione a gare di bodybuilding;
  • l’eccessivo guardarsi e controllarsi allo specchio;
  • la presenza di sentimenti di vergogna, depressione o senso di colpa quando non è possibile allenarsi o si è obbligati a sgarrare la dieta;
  • l’uso o la dipendenza da steroidi anabolizzanti.

Risulta chiaro come la vigoressia sia un disturbo sempre più attuale e di come sia facile che tale problematica passi in sordina, senza permettere un intervento adeguato al manifestarsi dei primi segnali, proprio a causa di sintomi che possono essere confusi con buone abitudini.

Antonella Avena Psicologa