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Training Autogeno

Di cosa si tratta? Come Funziona?

Tutti noi, quotidianamente, siamo impegnati in molteplici attività, dal lavoro, alla famiglia, alle attività agonistiche e così via. Tutto ciò a lungo andare diventa stressante ed è sempre più difficile riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi. Una tecnica che permette, contemporaneamente, di rilassare Mente e Corpo è quella del Training Autogeno.

Il Training Autogeno è un metodo di auto-distensione, molto utile in situazioni di ansia e stress.

A differenza di altre tecniche di rilassamento e meditazione, il T.A. ha un’origine del tutto Occidentale.

Nasce in seguito ad alcune osservazioni risalenti all’inizio del ‘900, che mostravano come pazienti addestrati all’ipnosi fossero in grado di produrre da soli stati di autoipnosi, utili per combattere fatica e disturbi dolorosi. J.H. Schultz, uno psichiatra tedesco, approfondì queste prime osservazioni cercando di sviluppare e mettere a punto una tecnica attraverso la quale il soggetto potesse apprendere ad autoindurre uno stato psicofisico particolare.

Egli basò la procedura soprattutto su due principi:

– riduzione della stimolazione esterna;

– concentrazione passiva su formule mentali;

 che sono divenuti gli ingredienti essenziali del training autogeno.

 La tecnica si basa sul concetto di autogenicità, cioè permette di produrre da sé determinate modificazioni a livello dell’unità psiche/soma (Mente/Corpo);  attraverso un atteggiamento di concentrazione passiva sul proprio corpo, mirando a limitare le funzioni di controllo e ad attivare i processi distensivi e rigenerativi.

I termini che compongono la denominazione di questa procedura hanno un senso preciso:

TRAINING (dall’inglese to train, “esercitare, addestrare”) sottolinea l’allenamento graduale da essa previsto;

AUTOGENO indica come gli effetti psicofisici si generino da sé nel corso della sua pratica.

Il Training Autogeno di base consiste nell’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva che permettono progressivamente il realizzarsi di spontanee modificazioni di funzioni involontarie che fanno capo ai vari sistemi organici: la muscolatura, il sistema cardiovascolare e neurovegetativo e l’apparato respiratorio.

Una volta acquisita, la tecnica può essere utilizzata e gestita in totale autonomia. È una vera e propria “risorsa”, la cui utilità viene fuori sempre di più, man mano che si fa pratica.

Ambiti di applicazione e benefici.

Proprio per i suoi molteplici benefici, molti sono gli ambiti di applicazione, come quello clinico per il trattamento dei disturbi psicosomatici, per i disturbi d’ansia, per l’emicrania e così via; nell’ambito sportivo per migliorare le prestazioni, per migliorare la resistenza fisica e la capacità di concentrarsi durante la gara.

Ecco alcuni dei benefici che si raggiungono con il Training Autogeno:

  • Migliora le prestazioni lavorative, sportive, professionali;
  • Controllo e gestione dello stress;
  • Abbassamento dello stato d’Ansia;
  • Miglioramento dell’umore;
  • Controllo delle reazioni emotive eccessive (rabbia, irritabilità, emotività, ecc);
  • Creazione autonoma di uno stato di calma e distensione;
  • Maggior concentrazione, più memoria e migliore capacità di apprendimento;
  • Maggiore distacco dai problemi;
  • Rapido recupero delle energie;
  • Possibilità di addormentarsi facilmente (per chi soffre di Insonnia);
  • Normalizzazione delle funzioni di tutti gli organi, dalla digestione, alla pressione arteriosa, solo per fare qualche esempio;
  • Diminuzione o soppressione delle sensazioni dolorose (ad esempio nel parto);
  • Allevia le tensioni;
  • Rinforza la sicurezza in sé;
  • E tanto altro ancora.

Esercizi-base del Training Autogeno

Gli esercizi-base del Training Autogeno vengono classicamente distinti nel seguente modo:

  • un 1° esercizio  propedeutico che mira, come primo obiettivo, al raggiungimento della calma per preparare la persona a rilassarsi completamente,ossia l’INDUZIONE ALLA CALMA E AL RILASSAMENTO.
  •  E  6 esercizi di cui 2 fondamentali e 4 complementari: LA PESANTEZZA, IL CALORE, IL RESPIRO, IL CUORE, IL PLESSO SOLARE, LA FRONTE FRESCA.
1° esercizio: PESANTEZZA.
E’ molto utile per superare problemi psicofisici legati a tensioni muscolari
che derivano da tensioni emotive.
2° esercizio: CALORE.
Serve per alleviare problemi circolatori, in tutti i casi in cui ci sia un
problema di ridotto afflusso del sangue alle estremità, aiuta a riscaldare i
muscoli e ad aumentare lo stato di rilassamento prodotto dalla pesantezza.
3° esercizio: RESPIRO.
Produce una migliore ossigenazione del sangue e degli organi. E’ importantenel simbolismo respiro=vita.
4° esercizio: CUORE.
E’ un esercizio molto suggestivo che permette di mettersi in contatto con il
proprio ritmo di  vita e con quella parte del corpo che simbolicamente
deputiamo alle emozioni.
5° esercizio: PLESSO SOLARE.
Aiuta soprattutto chi soffre di problemi digestivi.
6° esercizio: FRONTE FRESCA.
Produce una vasocostrizione cerebrale che può essere molto utile per ridurre il mal di testa, soprattutto se legato ad un sovraccarico fisico o mentale.

Se non sei più disposto a rimandare il tuo benessere e vuoi avere informazioni in più sul Corso di Training Autogeno, vai nella sezione corsi del blog.

Dott.ssa Antonella Avena