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Drunkoressia: cos’è e come intervenire

Con Drunkoressia si intende quel comportamento caratterizzato dal digiuno prolungato durante il giorno per poi poter assumere ingenti quantità di alcolici.

Il termine è stato coniato nel 2008 negli Stati Uniti per dare un nome ad una pratica molto diffusa tra i giovani americani; nasce dalle parole inglesi drunk (ubriaco) e anorexia (anoressia) proprio per paragonare  la restrizione calorica assunta da questi giovani a quella  tipica delle persone che soffrono di anoressia, al fine di poter assumere più alcol senza aumentare di peso, proprio perché si è a conoscenza della valenza calorica rappresentata dall’alcol, partendo già con l’intenzione di assumerne quantità smodate.

Tale disturbo è molto diffuso non solo negli Stati Uniti ma anche in molti paesi d’Europa, compresa l’Italia, a partire dai  giovani di 14 anni. Inoltre fa parte della “nuova” classe di disturbi alimentari, insieme alla vigoressia e ortoressia, sempre più in crescita fra i giovani.

È noto come l’abuso di sostanze e i disturbi alimentari siano sempre più in aumento in tutto il mondo e, la Drunkoressia, sembra inglobarli entrambi.

La caratteristica di tale disturbo è data dallo scopo principale, ossia poter assumere alcolici; durante il giorno si risparmiano le calorie necessarie per poter abusare di alcolici e superalcolici alla sera.

Perché non mangiare per bere?

Le motivazioni che portano i giovani a digiunare per poter bere sono:

  • non aumentare di peso: questi ragazzi sanno benissimo che l’alcol è ipercalorico e che con un cocktail si possono assumere fino a 500 calorie;
  • potersi “sballare” più velocemente: l’alcol a stomaco vuoto entra in circolo più rapidamente;
  • raggiungere lo stato di sazietà senza aver bisogno di cibo.

Spesso, oltre al digiuno, i giovani drunkoressici praticano eccessivo esercizio fisico per poter compensare le calorie assunte con l’alcol.

Differenze tra i due sessi

Da studi condotti su campioni di adolescenti, sembra, che la motivazione alla base della drunkoressia sia diversa tra i due sessi (S. Pompili, F. Laghi 2018). Se le ragazze che assumono tali comportamenti lo fanno per apparire migliori e più sicure di sé, i ragazzi lo fanno perché tendenzialmente hanno maggiori difficoltà nella regolazione delle emozioni e l’alcol fa da sedativo.

Inoltre,  studi condotti da Dipali V. Rinker, professore e assistente di ricerca nel Dipartimento di Psicologia presso l’Università di Houston, mostrano come le ragazze che  mettono in atto comportamenti tipici della drunkoressia tendono a sviluppare, con più probabilità, problemi di bulimia, anche a causa dei maggiori timori e preoccupazioni rispetto al proprio aspetto fisico.

Come riconoscere chi soffre di drunkoressia?

La drunkoressia è un fenomeno ancora da studiare, oltre che in crescita, ma possiamo individuare alcuni sintomi che vengono manifestati tipicamente dai giovani che presentano tale problematica:

  • rifiuto del cibo;
  • drastica perdita di peso corporeo;
  • consumo eccessivo di alcolici;
  • condotte compensatorie (vomito e/o attività fisica eccessiva).

Inoltre i giovani che sviluppano la drunkoressia spesso presentano atteggiamenti, stati d’animo, insicurezze o problematiche, che rappresentano dei veri e propri fattori di rischio, quali:

  • sentimenti di disagio;
  • difficoltà nelle relazioni sociali;
  • insicurezza;
  • percezione di inadeguatezza corporea;
  • diagnosi di anoressia o bulimia nervosa.

È probabile che la drunkoressia, similmente ad altri disturbi alimentari, trovi le basi nell’insicurezza causata da standard sociali e culturali sempre più concentrati a dare risalto a canoni di bellezza poco realistici, che conducono i giovani a non sentirsi mai all’altezza, a rincorrere ideali aleatori, percependosi infine sempre inadatti e sotto stress.

Cosa fare?

La drunkoressia è un rischio sia per la salute mentale, perché può condurre a sviluppare una vera e propria dipendenza da alcol, così come disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ma anche per la salute fisica in quanto ridurre l’assunzione di cibo e di calorie mette una persona a rischio di non ottenere i nutrimenti necessari per il corretto funzionamento, oltre che aumentare la probabilità di sviluppare ulcere, problemi al fegato per l’eccessivo consumo di alcol e problemi alla funzionalità sessuale (solo per fare qualche esempio).

Per tutti questi motivi è importante lavorare molto sulla prevenzione e su interventi mirati.

  • Una corretta prevenzione si sviluppa dall’Educazione Alimentare dei giovani, che non riguardi solo le informazioni nutrizionali, di quanti e quali nutrienti il nostro organismo ha bisogno, ma che includa la componente psicologica, lo sviluppo della conoscenza corporea e quindi anche l’aspetto comportamentale e ambientale, partendo dallo sviluppo di una sana immagine corporea, determinante per la costruzione della stima di sé. Tutto ciò allo scopo di prevenire lo sviluppo del disturbo.
  • Se il disturbo è già in atto è importante intervenire sul problema attraverso un approccio multidisciplinare, intervenendo dal punto di vista nutrizionale e dal punto di vista psicologico, mirando a ri-educare il giovane ad una corretto piano alimentare, che non sia restrittivo e selettivo, ed intervenire dal punto di vista psicologico sia sull’effetto della drunkoressia (che può essere lo sviluppo della dipendenza da alcol e/o lo sviluppo di ulteriori disturbi alimentari) che sui fattori che hanno condotto il giovane a sviluppare comportamenti tipici della drunkoressia (eccessiva insicurezza, timori rispetto al proprio aspetto fisico, bassa autostima, ecc).

Antonella Avena – Psicologa