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Sgarro alla dieta: come rimediare

Quante volte ti sei punita, sentita in colpa o giudicata per aver fatto uno sgarro alla dieta?

Quanto spesso ti capita di definire ciò che mangi come uno sgarro?

Quanti alimenti definisci “sgarro”?

Se hai problemi ad avere un rapporto equilibrato con il cibo, se ti capita spesso di perdere il controllo con il cibo e di fare uno sgarro alla dieta, allora probabilmente hai bisogno di scoprire come rimediare ad uno sgarro.

Ma prima di svelare come riparare ad uno sgarro, partiamo dal significato della parola:

  • con sgarro si intende trascuratezza nell’osservanza di un dovere, ma non solo, tale termine viene utilizzato molto nel gergo mafioso per far riferimento ad un grave torto o ad una grande offesa subita, quindi ad un’ infrazione al codice di comportamento vigente nella malavita.

Non è curioso come un termine così severo, tedioso e giudicante sia associato spesso al cibo, all’alimentazione e alla dieta? Cosa ha a che fare la dieta e il cibo con la parola sgarro?

Ci tengo a sottolineare come il vero significato di dieta non sia restrizione, privazione, rinuncia e calcolo di calorie bensì stile di vita, facendo riferimento all’acquisizione di abitudini sane ed equilibrate. Troppo spesso il termine dieta viene bistrattato dai media, dai social, ma anche da pseudo-professionisti per i quali lo scopo principale non è il benessere dei pazienti/clienti ma il guadagno. Ecco perché è tempo di dare il giusto peso e valore alle parole e al loro reale significato, perché le parole hanno un peso!

E il cibo cos’è, se non fonte di nutrimento e cura di sé! Il cibo non è solo l’elemento grazie al quale c’è la vita ma è anche ricco di significati simbolici, a volte fonte di sfogo, altre volte rappresenta una forma di coccola, oltre che un modo per vivere momenti di convivialità.

Allora a questo punto chiedo nuovamente:

Cosa hanno a che fare la dieta e il cibo con la parola sgarro?

A questo punto possiamo dire: NULLA!

Quando si fa riferimento ad una dieta, con il termine sgarro si intende l’aver mangiato qualcosa di sbagliato. Ma qual è il cibo corretto e qual è quello sbagliato?

È ovvio che non tutti gli alimenti sono uguali o hanno le stesse proprietà o gli stessi nutrienti, come è ovvio che ci sono alcune condizioni in cui è richiesto un regime alimentare più controllato (ad esempio nei casi di diabete, celiachia o nelle intolleranze alimentari), ma quale colpa può mai avere un alimento per essere etichettato come uno sgarro!

Ed è qui che arrivo alla soluzione: come rimediare ad uno sgarro?

Smettendo di etichettare il cibo come sgarro!

Avere un rapporto equilibrato con il cibo, con il proprio peso e con sé stessi non vuol dire rinunciare a categorie di alimenti, al cibo preferito o alla felicità che si prova nel mangiare qualcosa che ti piace con le persone che ami.

Avere un rapporto equilibrato con il cibo vuol dire:

  • mangiare tutto senza etichette del tipo “giusto” “sbagliato” “salutare” “spazzatura”;
  • mettere fine al circolo vizioso innescato dalle restrizioni/privazioni che inevitabilmente conducono all’abbuffata, al senso di colpa, alla frustrazione, alla percezione di fallimento e nuovamente ad un atteggiamento restrittivo;
  • non mangiare di nascosto per paura di essere giudicati né tanto meno rinunciare alla vita sociale perché non “puoi mangiare”;
  • mangiare una pizza, un pezzo di torta, le patatine o la cioccolata, senza critiche e giudizi, ma assaporandolo per quello che è, ossia un semplice alimento;
  • mangiare frutta e verdura, non perché sia una punizione o il solo modo per dimagrire, ma perché vuoi mangiarlo, il tuo corpo lo richiede e ne hai bisogno;
  • imparare ad avere una dieta variegata e ad assaporare realmente ciò che mangi, con calma e gentilezza.

Ricorda che così come una fetta di torta non fa ingrassare, un piatto di insalata non fa dimagrire! E allora perché rinunciare alla varietà?

Quante volte ti è capitato di voler digiunare dopo uno sgarro?

Questo è uno degli errori più comuni che portano all’innesco del circolo vizioso di cui sopra. Allora cosa fare? Ritorna in pista e continua con una dieta equilibrata e flessibile.

Se hai esagerato con un certo alimento prova a capire:

  • se hai mangiato per fame fisica o fame emotiva;
  • se la tua alimentazione è stata rigida e restrittiva;
  •  cerca di comprendere quali emozioni provavi prima di iniziare a mangiare;
  • è capitato qualcosa in particolare prima che sorgesse la tua fame?
  • cerca di capire cosa fai solitamente quando provi certe emozioni e dove ti conducono queste scelte.

 Rompi il circolo vizioso con lo sviluppo di una maggiore consapevolezza alimentare ed una maggiore consapevolezza dei tuoi stati emotivi, per poi inserire con pazienza nuove abitudini.

Impara a riconoscere i segnali che ti manda il tuo corpo: puoi sentirti affamata ma anche stanca, stressata, arrabbiata, demoralizzata, delusa, bisognosa di affetto, aver bisogno di un bagno caldo, di dormire o bere qualcosa di caldo, puoi aver bisogno di sentire o vedere qualcuno a cui vuoi bene oppure rilassarti davanti alla tv e così via…

Così come i tuoi bisogni sono molteplici, lo sono anche le risposte che puoi dare per soddisfarli.

Una volta compreso realmente ciò di cui hai bisogno sarà più facile trovare la risposta giusta. E se rispondi in modo sbagliato, perdonati e vai avanti! Errare e umano!

Quindi, ciò che chiami sgarro non fa ingrassare perché, sbagliato, calorico, vietato, ma solo perché:

<<il cibo lo hai criticato, giudicato,etichettato, evitato e poi hai ceduto! E quando cedi ti senti sconfitta e quando ti senti sconfitta ti rifugi nel cibo e visto che ormai ci sei, che ormai hai “sgarrato” e hai commesso un grave errore, non puoi tornare indietro allora ti abbuffi!>>

Non è il cibo ad essere sbagliato, ma sono la catena di pensieri e di azioni ad essere errate. Questo genere di pensieri è opera del pensiero Tutto o Nulla, ossia una distorsione cognitiva per la quale si tende a pensare in modo estremizzato, ovvero tutto nero o tutto bianco:

<<se aderisco alla dieta senza errori sono brava e la mia dieta sarà un successo, se sbaglio anche solo una volta vuol dire che sono un fallimento, l’errore sarà fatale e irrecuperabile, rappresentando la dimostrazione di ciò che penso e cioè, che non ce la farò mai>>. È probabile che questo pensiero nasca anche dopo aver mangiato un solo biscotto non previsto.

Ricorda che ciò che definisci sgarro è solo del cibo e che tu non sei i tuoi pensieri! Hai sempre la possibilità di imparare a prenderti cura di te!

E se da sola o da solo non ci riesci, non esitare a contattarmi.

Antonella Avena – Psicologa